Bocconotti di Castel Frentano
I dolcetti ripieni di marmellata d'uva o cioccolato e mandorle. La pasticceria di strada più amata della Maiella.
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Tempo totale
2 ore 30 min
Difficoltà
Media
Porzioni
40 pezzi
Calorie
110 kcal a pezzo
In Abruzzo i nomi cambiano da un paese all'altro: calcionetti, caggionetti, cagionetti, caucionetti. La sostanza però è la stessa: una sfoglia sottile impastata con vino bianco e olio, chiusa a mezzaluna su un ripieno dolce e fritta fino a diventare dorata e bollosa. Si preparano nei giorni prima di Natale, spesso tutti insieme intorno al tavolo, e finiscono in grandi vassoi che durano fino all'Epifania.
Il ripieno più diffuso nel Chietino e nel Teramano è a base di castagne lessate, con cioccolato fondente, mandorle tostate, scorza d'arancia, cannella e mosto cotto. In molte zone si usano invece i ceci, cotti e passati, con lo stesso profumo di agrumi e cioccolato. Sono due versioni tradizionali, non c'è una giusta e una sbagliata.
Il mosto cotto è il succo d'uva fatto bollire a lungo fino a diventare uno sciroppo scuro: dà al ripieno dolcezza e un aroma che il miele non riesce a imitare del tutto. Si trova nei negozi di prodotti tipici abruzzesi; in mancanza, si sostituisce con miele millefiori.
Il ripieno va preparato la sera prima: riposando si asciuga e prende sapore, e il giorno dopo si lavora meglio. La sfoglia invece deve essere sottile, uno o due millimetri al massimo, altrimenti in frittura resta cruda dentro. Se vi piacciono i dolci abruzzesi ripieni, provate anche i bocconotti di Castel Frentano, che però sono di pasta frolla e si cuociono al forno.
Passare le castagne ancora tiepide allo schiacciapatate. Unire il cioccolato tritato, le mandorle, il cedro, la cannella, la scorza d'arancia, il mosto cotto e il liquore. Mescolare fino a ottenere un composto morbido ma sodo: se è troppo asciutto aggiungere un cucchiaio di mosto. Coprire e lasciar riposare in frigo per una notte.
Versare la farina a fontana, mettere al centro il sale, l'olio e il vino tiepido. Impastare per circa 10 minuti fino a una pasta liscia ed elastica. Avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare 30 minuti a temperatura ambiente.
Stendere la pasta a uno spessore di 1–2 mm, con il mattarello o la macchina per la pasta. Ricavare dischi di circa 8 cm, mettere al centro un cucchiaino di ripieno, spennellare il bordo con poca acqua e chiudere a mezzaluna. Sigillare bene con i rebbi di una forchetta o rifilare con la rotella dentellata.
Scaldare l'olio di semi a 170 °C. Friggere pochi calcionetti alla volta per 2–3 minuti, girandoli, finché sono dorati e pieni di bollicine in superficie. Scolarli con la schiumarola e farli asciugare su carta assorbente.
Spolverare con zucchero a velo quando sono tiepidi, oppure, come si fa in alcuni paesi, passarli nel miele caldo. Si conservano 4–5 giorni in una scatola di latta, lontano dall'umidità.
Note e consigli
Se il ripieno avanza, si conserva in frigo per una settimana e si può usare per farcire crostate. Per la versione con i ceci, sostituite le castagne con 400 g di ceci lessati e passati al passaverdure, lasciando invariato il resto. Controllate la temperatura dell'olio: sotto i 160 °C i calcionetti assorbono olio e diventano pesanti.
Sono lo stesso dolce: il nome cambia da zona a zona dell'Abruzzo (calcionetti, caggionetti, cagionetti). Anche in Molise esistono dolci molto simili.
Sì, a 180 °C per 20 minuti, spennellati di tuorlo. Il risultato è più simile a un biscotto ripieno: buono, ma diverso dal calcionetto fritto della tradizione.
Meglio congelarli crudi, già formati, su un vassoio e poi in sacchetto. Si friggono ancora congelati, allungando la cottura di un minuto.
Adatta gli ingredienti al numero di pezzi che vuoi preparare.
Porzioni
Ingredienti scalati
* Le quantità di sale, olio e spezie "q.b." non vengono scalate: regola sempre a piacere.
Ricetta di
Pubblicata il
Giulia MarchettiFood writer e giornalista gastronomica da Pescara. Raccoglie e racconta le ricette originali della cucina di strada abruzzese, visitando produttori e famiglie locali.
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